Passaggi[ ovvero ancora madre, ancora figlia]

E te che sei sempre dura e rigorosa. E di quel rigore mi hai trasmesso il valore. Ora ti vedo, ancora. Di una strana fragilità. Di uno strano amore ritrovato.

Ora che quell’anziana madre dipende in tutto da te. Ora che quello che poteva sembrare un peso sta per volgere al termine, sembri quasi gelosa di ogni attimo.

In un sentimento di madre che torna figlia. Tu torni figlia, ché cerchi ogni contatto con le sue mani, e lei diventa la tua, ché non potrebbe farne a meno. E ritrovi una dolcezza che pensavo la vita, le vicende, alcune difficoltà, avessero celato per sempre. E ti interroghi sul dopo. In uno strano gioco di finta fretta che mal nasconde un desiderio di procrastinare il momento.

Sei ancora madre e ancora figlia. in questo passaggio infinito che si consuma in una carezza, in un cucchiaio portato alla bocca, in uno sforzo che prima che fisico è psicologico.  E in questo passaggio, forse, anche tu sei cresciuta per la prima volta.

Per la prima volta ti separi da lei. Ché tutte le volte che successe in passato, sapevi che sarebbe stato a termine. E anch’io me ne faccio un po’ carico, con la gola grossa e gli occhi lucidi, cercando di essere figlio e  padre per un abbraccio che ti dia conforto nella scelta dura.

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