Notorietà? [ovvero quando scadranno certe etichette?]

Che in fondo, non vorresti più farci caso. Che in fondo, il popolo annoiato di qualcosa dovrà pur parlare. Che in fondo, bene o male purchè se ne parli. Che in fondo, quel che fai, quel che dici, quel che sei ha tutta una rilevanza relativa. Nella generazione di ‘Beverly Hills 90210’ e di ‘C’è posta per te’, figlia della generazione di ‘Beautiful’, puntare i riflettori sulla vita altrui è pratica diffusa. Senza badare alla sterilità. Come diceva qualcun’altro ‘purchè tutto sia verosimile, non vero’.

E così la notorietà attaccata ancora ad etichette. Di tutte quella che sempre meno sopporto è quella di ‘ex’. Da piddino dovrei essere ex DC o ex DS o peggio ancora ex comunista, da gay più o meno maschile dovrei essere un ex etero. E poi, quello che piace di più al popolo delle soap, che ora si chiamano fiction, affibbiarti l’etichetta di ex di qualcuno. E adoperarsi in sterili e capziose storie e ricostruzioni, tentando di carpire informazioni oppure preparandone apposite, frutto di collegamenti e interpretazioni del tutto personali.

Che sia anche questa notorietà? Che si debba sopportare anche quando non richiesta? E si deve passare tempo, inutile, a smontare le fantasiose storie e legende?Rispondere alle sciocche e futili domande di comari impertinenti o velare tutto dietro un riserbo che lasci loro la facoltà di creare congetture?

Per ora la stanchezza mi fa solo aspettare che scadano le etichette, in maniera naturale o che certa morbosità esaurisca la sua carica.

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