Proprio come a casa [ovvero è rivoluzionaria l’ultima pubblicità MCDonald’s ?]

Come a casa, da Mc Donald’s puoi sentirti come a casa, puoi venire così come sei. Questo è il ‘succo’ del nuovo spot Mc Donald con protagonista un giovane omosessuale e suo padre.

Ancora una volta sono i linguaggi pubblicitari che tentano di rompere e andare oltre. E questa volta si è usato una chiave non troppo forte, lanciando un messaggio che non mi convince molto. E’ davvero di rottura o comunque ‘progredito’ il messaggio o gioca ancora su vecchi clichè, quasi senza metterli in discussione? O, anche in Francia, solo l’utilizzo della tematiche LGBTQI renda comunque un messaggio ‘alternativo’ e quindi allettante?

Certo c’ha emozionato… Credo che gli under 25 (oggi forse per i più giovani, non dappertutto, le cose potrebbero essere un po’ diverse) il tema di vivere liberamente la propria omosessualità fin dai banchi del liceo provoca sempre emozione.

Nell’età in cui l’amore è tutto, dallo scombussolamento ormonale al dolce patire di tanti ‘giovani Werther’, dalle occhiate fuggevoli, alle insicurezze, fino alle scoperte. Per molti di noi, omosessuali, tutta questa delicatezza è negata, proprio in quell’età.  Noi  ancora dobbiamo nasconderci, perchè non abbastanza forti per affrontare amici, famiglia e una società che non è, ancora, affatto facile.

Insomma, molto spesso, per molti di noi, le storie alla ‘Doson cric’ rimangono relegate alla televisione e i nostri desideri si incastrano in carezze negate verso il nostro compagno di banco.

Vedere uno spot, invece, in cui un ragazzo vive teneramente proprio questa bellissima età della vita di ciascuno, ci emoziona. Richiama, appunto, i ricordi dei nostri turbamenti e quel dolce senso di malinconia per quei gesti inespressi.

Superata l’emozione, però, non posso fare a meno di valutare alcune cose. Anche nell’avanzatissima Francia, c’è un adolescente che, ha sì superato il tabù con se stesso e forse con i suoi amici più vicini, vive una dolce storia d’amore e guarda con occhi sognanti il volto del suo ragazzo nella foto di classe, ma ancora non ha avuto la forza e il coraggio di affrontare un padre, non cattivo, forse, solo semplicemente impreparato.

Insomma, il sotto testo dello spot parla di un fast food che ti accetta così come sei, come a casa tua. Proprio come a casa, però, la telefonata con il tuo ragazzo si consuma di nascosto. Proprio come a casa devi mantenere un basso profilo, proprio come a casa le tue emozioni devono rimanere celate (quando si sa, l’effetto che fa vivere un amore a quell’età e forse anche dopo, quando si avrebbe voglia, come diceva Mina, di gridarlo ‘Fortissimo’), proprio come a casa tuo padre si racconta nelle gesta di giovane conquistatore e non mette in dubbio che tu possa avere altri interessi o vivere le stesse storie sue, ma con ragazzi dello stesso sesso.

Insomma, bene o male purchè se ne parli? Non so, forse dall’avanzatissima Francia, mi sarei aspettato un finale diverso. La butto lì? un padre che ritorna al tavolo, vede la foto e magari riconosce anche il ‘fidanzatino’ del figlio, e magari gli dice qualcosa a proposito, una battuta, uno scherzo o (apriti cielo) un “Ah, questo è Albert? Sai anche io e tua madre ci siamo conosciuti al Liceo”. E magari il figlio sarebbe potuto arrossire come arrossiscono tutti i 17enni, etero o gay, quando a quell’età si parla con i genitori dei propri amori.

Si sarebbe mantenuta l’emozione delle storie adolescenziali e forse si sarebbe ottenuto un messaggio ancora più rivoluzionario [nonchè, mi verrebbe da pensare un doppio effetto per la marca, sulla scia – evoluzione del “Succede solo da Mc Donald’s” del tipo ” Vieni da noi e sarà ancora meglio di casa, perchè qua con tuo padre puoi parlare anche di questo di fronte un panino”]

E’ un’analisi troppo meticolosa e troppo dura? Sicuramente il messaggio che passa, più forte, è quello empatico-emozionale, e per un paese come il nostro sembrerebbe davvero già molto ( e ancora, questo ci deve far pensare perchè, anche tra le aziende multinazionali, in Italia nessuno punta su questo tipo di comunicazione), ma non si possono certo sottovalutare i messaggi latenti, ancora una volta, che ci descrivono un adolescente gay che deve rimanere nell’ombra [Per fortuna, lo sguardo sicuro di sé del ragazzo ci fa ben sperare, almeno, nella riuscita del suo percorso personale di accettazione e sicurezza].

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