Piccoli gesti [ovvero incontri & impegni]

Oggi, sui giornali, due notizie interessanti.

Entrmabe riguardanti, a modo loro, l’omofobia. La prima riporta di un prossimo incontro tra Gianni Alemanno, sindaco di Roma, con le associazioni LGBTQI per ‘stabilire un percorso comune e condiviso, con tutti i livelli istituzionali e con il mondo dell’associazionismo, per implementare le iniziative già avviate contro la violenza, la discriminazione e l’omofobia’, come si legge nell’ultima ora di Repubblica Roma di questa mattina.

[Non mi soffermerò sul chiedermi chi andrà dal sindaco, sperando che non siano solo le associazioni promotrici del Pride romano, vista la variegata realtà che proprio in questi mesi si è andata a creare. Spero solo che che possa essere un’occasione per ribadire la comunità di intenti aldilà delle diverse modalità d’azione. Spero anche di non assistere a dichiarazioni aprioristiche del tipo “Io con Alemanno, proprio perchè è Alemanno, non parlo e gli sbatto la porta in faccia”. Credo non si andrà a parlare di scelte ideologiche e politiche, ma dell’interesse della comunità cittadina LGBTQI. E siccome, ci piaccia o meno, le chiavi del motore oggi le ha Alemanno, non parlare con lui fornirebbe solo ulteriori alibi all’immobilismo (parlare può anche significare dire ‘no’ alle proposte fatte perchè ritenute insufficienti, ma come si può motivare questo ‘no’ se non si partecipa alla trattativa?). Ma non vuole essere questo il centro delle mie riflessioni.]

La seconda ci preannuncia l’uscita di un nuovo fumetto a tematica omosessuale, incentrato proprio sull’omofobia che si può generare nelle scuole e sul come due ragazzi dell’ultimo anno di un liceo romano si trovano ad affrontarla, confortati solo dal loro nascente amore.

Come ho già scritto il tema mi è molto caro, aldilà di tutte le lotte rivendicative sui diritti e sulla discriminazione, ho sempre sottolineato come il primo motore del mio impegno, da sempre, sia stato quello di dare serenità proprio a migliaia di ragazzi, in un’età così delicata.

Dare loro solidarietà e forza, per far capire che ciò che spetta loro non è solo l’ostilità del mondo e la solitudine (questo, ahimè, nonostante mi ritenga abbastanza forte e sia stato abbastanza fortunato nel mio percorso di coming out, l’ho pensato anch’io tra i 16 e i 18 anni), ma che con la serenità e la determinazione, appunto, si può costruire la nostra felicità.

Alla base di tutto c’è, per forza di cose, un percorso di sensibilizzazione e conoscenza, un processo culturale verso ogni tipo di diversità, soprattutto quella sulle differenze di ordine sessuale che, in un paese di stampo cattolico, sembra trovare sempre meno solidarietà.

Dunque ben venga il fumetto e ben venga, come propone Fabio, il dono al sindaco, ma io avrei anche un’altra proposta un ulteriore piccolo gesto: chiedere al sindaco di patrocinare il fumetto e impegnarsi ad acquistare (folle, in tempi di tagli agli enti locali!) un numero sufficientemente alto di copie da poterlo distribuire proprio nei licei. E, oso ancora, ma è una posizione personale, per qualcosa del genere, sarei disposto a rinunciare ben volentieri a qualche fioriera e telecamera, sicuro che un lavoro culturale di questo tipo, pur se lento, porterebbe un qualcosa di davvero più importante per il futuro. Oltre che segnare un chiaro impegno, ancora una volta culturale, dell’amministrazione su questi temi.

Non solo curare l’emergenza, dunque, ma prendere una chiara posizione politica per la costruzione di un futuro.

E’ un piccolo gesto, una piccola goccia, ma perchè non chiederla, perchè non cercare di ottenerla? Senza che questa serva da foglia di fico o specchietto per le allodole, senza che questa mini ulteriori impegni dell’amministrazione nella direzione della tutela e della prevenzione della violenza omo-transfobica.

[Messaggio interno ai rappresentanti che siederanno all’incontro con il sindaco, sarebbe così difficile e disdicevole o contrario a questa o quella posizione, riuscire a trovare un accordo su una richiesta ‘innocua’ come questa, presentandosi uniti e decisi?]

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