iGarbage [ovvero una storia di smaltimento responsabile]

E’ un’altra storia d’Africa. Un’altra storia che la connette al mondo Occidentale, quello ricco nonostante la crisi, quello dei prodotti Hi-Tech divenuti beni primari.

 

E’ una storia di consumismo sfrenato, ma non solo. E’ una storia di mancanza di responsabilità e mancanza di informazione.

Di come questi rifiuti tecnologici che fagocitiamo in quantità e a ritmi sempre più impressionanti, arrivano in Africa, in Ghana, ad esempio. Di come le rigide regole per lo smaltimento e il riciclaggio che pur esistono, vengono aggirate classificando questi che sono RIFIUTI come ‘materiale obsoleto, ma riutilizzabile’, facendolo passare anche come aiuto umanitario!

Così si creano immense aree incontrollate di materiali come il piombo, il camdio, il mercurio, l’antinomio e i ritardanti di fiamma bromurati che provocano danni gravissimi all’ambiente e all’uomo.

Nei rifiuti aitec, però, c’è anche tanto oro, rame e tanti pezzi riutilizzabili singolarmente. Ed è per questo che ci sono migliaia di persone che vivono e lavorano per pochissimi dollari dentro la discarica di  Agbogbloshie. Distese di rifiuti tossici che bruciano, che si squagliano e arrivano nelle falde acquifere, nei fiumi e nei mari. Proprio lì dove i pescherecci occidentali pescano quantità incredibili di pesce da esportare e vendere.

E’ questo che c’è dietro una delle tante storie che connettono l’Africa al mondo ricco. E’ questa la storia che sta dietro il progetto iGarbage dell’associazione di promozione sociale Elisso e del fotografo Tommaso Galli.

Un percorso fotografico in progress, un progetto che durerà un anno. Per documentare, informare, denunciare. Ma soprattutto per sensibilizzare e per far conoscere le esperienze già esistenti in Italia e in Europa di smaltimento etico e responsabile.

Questa è la storia che è stata presentata in questi giorni con i primi due eventi di diffusione e raccolta fondi per proseguire il progetto e che si ripeteranno per far conoscere la storia di un filo invisibile e terribile che unisce i nostri computer, televisioni e cellulari al mondo d’Africa e che torna fino a noi.

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