Sono gay, non sono moderno [ovvero ma che ti ridi?]

L’ironia e la benevola presa in giro, lo sostengo da sempre, sono assolutamente viatici nel percorso di autodeterminazione di ogni persona, ancor più per chi affronta questo processo partendo da una posizione diversa verso la riconosciuta e codificata ‘norma maggioritaria’.
Insomma un giro più politichese che mai per dire che rido di cuore quando con i miei amici si scherza anche sulla mia omosessualità, su certi clichè e quando scappa anche qualche battuta politically scorrect o sfondone da caserma. Lo trovo solo un pezzo del nostro percorso di reciproco riconoscimento e apprezzamento (essere gay, avere amici proveniendo da un istituto tecnico maschile, non è stata una passeggiata, per me e per loro…), senza ipocrisie, che si accentua quando vengono messi in gioco anche altri fattori, la fisicità di Ciccio, la etereità filosofica di Marco, l’altezza di Stefano o la non altezza di Jakob…

Insomma, normale routine in un gruppo di amici. Forme di affetto.

Altra storia è quando questi cliché vengono messi a sistema in una comunicazione solo fintamente aperta, rispettosa e giocosa.
Se l’omosessualità, le differenze sessuali, gli orientamenti e le identità di genere fossero ‘sdoganate’ in italia (con tutto quello che va dal rispetto, alla tutela, fino ai diritti), forse, non mi darebbe fastidio questo http://www.youtube.com/watch?v=zyR2mTgfCCs&feature=related .

Il problema è che siamo un Paese rinchiuso in se stesso, in cui un monsignor Rigon può ancora dire «L’omosessualità è un problema che va estirpato ai primi sintomi attraverso sedute di psicoterapia» senza curarsi minimamente di quanti ragazze e ragazzi ha consegnato nelle mani di fantomatici santoni e guaritori, quante famiglie ha diviso tra genitori creduloni e figli che non verranno accettati, quanti fanatici violenti può aver armato.

In questo Paese non accetto che le mie critiche a questo http://tv.repubblica.it/dossier/sanremo-2011/luca-bacia-in-bocca-morandi/62480?video=&pagefrom=1&ref=HREC1-1 o al fatto che i due comici ancora utilizzino ‘i trans’ ( le trans, nel nominare le persone transgender, l’articolo si declina al femminile per chi transita da uomo a donna e al maschile per chi fa l’inverso, ndc) come possibile ricatto in un’opera di ‘sputtanamento'(mi si dirà… ‘è cronaca’, quando in realtà nel bordellame Berlusconiano e Finiano non ci sono transgender coinvolte).

perchè io non sono moderno, sono gay, e questo siparietto satirico aiuta e non poco la vulgata che vuole, ad esempio, le questioni dei diritti civili come rivendicazioni di secondo piano e radical chic.
Perchè se scherziamo con le trans senza considerare la loro condizione, la mercificzione e lo sfruttamento e il dramma che vivono, frequentando certi ambienti in cui molto spesso, per forza, vivono, perchè se vogliamo dire che i cliché gay sono solo un modo per accettare e per, anzi, testimoniare come certe differenze non ci siano più e che ‘che palle sto politically correct’ e ‘una risata vi seppellirà’, allora spero presto si facciano siparietti simili sugli immigrati, sui rom, sui disabili… per dimostrare quanto queste realtà abbiano raggiunto la massima dignità e libertà nella nostra società, tanto da poter giocare sui cliché senza rischiare minimamente di creare confusione o di alimentare pericolosi perbenismi…e poi vediamo quanto queste persone che vedono o hanno visto calpestata la loro dignità si mettano a ridere.

Riderò quando Luca e Paolo faranno la parodia di un disabile di fronte a una barriera architettonica dicendo ‘ammazza quanto sei pigro’, oppure dalla Ventura passino, non so, immagini dei centri di prima accoglienza dicendo ‘che bello vivere tutti uniti’ (non sono un comico e i riferimenti sono pessimi, lo ammetto, spero passi il concetto).

Sarò prontissimo a ridere e scherzare ‘di froci’ pubblicamente così come faccio con i miei amici, quando sentirò nell’aria, in questo Paese, in televisione, lo stesso affetto, la stessa considerazione che hanno loro di me e viceversa.
Allora l’omosessualità potrà divenire oggetto di satira vera e gradita… nel frattempo mi sembra solo l’ennesima ipocrisia.

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