Lo dobbiamo al Sud (non solo geografico)[ovvero perché chiediamo le dimissioni del Senatore Tedesco]

Abbiamo manifestato, invaso piazze reali e virtuali. Ci siamo indignati in diverso modo perché la questione morale non diventi un simbolo del passato, ma sia attuale e diversa oggi, proprio oggi. Abbiamo proclamato un’idea di Stato, istituzioni, bene comune, pubblico e condiviso, diverso e alternativo al sopruso con cui Berlusconi, il berlusconismo e la destra italiana hanno moritficato e modificato il Paese.

Ora è il momento del coraggio, della coerenza, della sfida. Non solo per noi, militanti, eletti ed elettori, dirigenti del Partito Democratico, è il momento di dare coraggio, invitare alla coerenza, dare forza alla sfida di tutte quelle persone che vogliono, pretendono e ogni giorno agiscono perché i sistemi clientelari, i pacchetti di voti, le connivenze e le ingerenze tra criminalità, corruzione, pressappochismo e politica non abbiano più ad essere, non moritfichino più sia le istituzioni, sia la vita quotidiana di migliaia di persone.
Lo dobbiamo al Sud, che oggi non è più espressione geografica, ma riferimento emotivo, politico e di pensiero. Al Sud sono tutte quelle persone che lavorano ogni giorno in maniera diversa, non cedono alle facilitazioni di appartenere a gruppi di potere, non si fanno travolgere dalle difficoltà burocratiche della legge e resistono alle sirene facilitatrici della criminilità che addirittura diventa parastato.

In politica, nelle professioni, nel commercio, c’è un Sud psicologico a cui bisogna tornare a dare coraggio e forza, in ogni parte d’Italia, ricostruendo quell’alternativa possibile fatta anche di emozioni e gesti, come fu nell’epoca immediatamente successiva alle stragi degli anni novanta.
Da lì si era innescato un sentimento che poteva cambiare qualcosa, un coraggio che aveva mosso molti e che negli ultimi vent’anni si è andato via via indebolendo e alimentando sempre più quel Sud dove è sempre più difficile riuscire a resistere. Perché sono sempre più fitte le maglie, sempre più dure le difficoltà da affrontare, sempre più comode soluzioni facili. A Palermo, a Bari, a Napoli, a Roma, a Bologna, a Milano.

Per questo, per questo Sud in cui certe pratiche vogliono rinchiudere chi ancora si muove verso un’idea diversa di Paese democratico e legale, che oggi il PD deve invitare il senatore Tedesco a rassegnare le dimissioni, permettere alal giustizia di fare il suo corso e, allo stesso tempo, avere il coraggio di difendere e riabilitare l’uomo, in primis, e lo statista in caso di assoluzione.

E ridando forza a questo Sud il rischio non è di perdere gli attuali numeri ‘elettorali’, ma di costruire una nuova forza ancora più dirompente e liberatoria che questi numeri li ribalti.

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