Strategie elettorali e marketing [ovvero baci all’Ikea]

Bello. Semplice, efficace, partecipato, insomma, di nuovo, bello il flasnmob davanti a Ikea a Roma. Per una volta per dare eco e forza a qualcosa di positivo piuttosto che protestare verso orecchie troppo dure e sorde per sentire e che anzi, forse, avrebbero avuto altra pubblicità.
Bella, dunque, la presenza di tantissime persone per essere un sabatodopopranzo, molti etero, molti gay, molti sapevano, molti si fermano.
Questa è la forza di questi momenti. I più ‘solidi’ sanno bene ‘che non cambiano nulla, non servono a niente’, ma non è a loro che volevamo parlare.
Volevamo forse farci vedere, per far vedere che tutte le famiglie vanno all’Ikea, perchè i mobili sono carini e costano poco, perchè li vedi e ti diverti a montarli (a volte).
Forse volevamo che si fermassero le tante famiglie con figli piccoli o adolescenti: attratte da calca e telecamere si sono informate e sono rimaste (dopo moltissime manifestazioni lgbt stavolta posso dire che questa volta erano molte).
Forse volevamo che si fermasse anche quel signore che ha compiuto 40anni tanto tanto tempo fa, che con la meticolosità tipica di chi passa le giornate a sorvegliare e commentare i lavori nei cantieri, ribadiva che non aveva niente contro di ‘noi’, ma non dovevamo farlo per strada… Ma poi da Ikea ci va, che gli frega.
Era importante anche passasse l’unica coppia che ha avuto voglia e modo di controbattere che ‘quella proprio non è famiglia’, tranne poi dover dichiarare che non voleva sposarsi né avere figli…E ke anche loro continueranno ad andare a Ikea.
E’ stato divertente attirare tante persone al coro ‘Pazza ‘Ikea’ della premiata ditta Fornario-Salis + Sappino perchè era più divertita e coinvolta di quando ha visto a ‘Porta a Porta’ Vespa, Carlucci e company ballare non so cosa.
Insomma, bello. Ci basta? FOrse, perchè questa è la società, quella dell’Ikea. Ma non basta. Se tornando a casa leggi ancora il sen. D’Ubaldo che non guardando oltre il suo naso e solo per trovare spazio nelle agenzie si dichiara ostile all’appello di Paola Concia a tutte le aziende di seguire l’esempio di Ikea.

Insomma, all’Ikea continuano ad andare e comprare tutti, mentre la classe politica si allontana sempre più dalla società reale (vedi astenuti e indecisi), sarà ora di cambiare le strategie elettorali con quelle di marketing?

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