Accade in Libano [ ovvero piccole storie da turista]

Che non sarebeb stato un ‘viaggio’ nel senso stretto del termine era scontato, ma non potevamo farci mancare alcune ‘turistate’!

Come quando Francesca ha preso un taxi (anzi un service: vecchissime mercedes che caricano diversi clienti ogni viaggio da scaricare a richiesta nei vari punti della città) e tentando di spiegare il suo indirizzo realizza che qui l’ingelese non è affatto per tutti e si ritrova con uno sconosciuto dall’altro capo della città…

Oppure quando arriviamo, nel suck di Tripoli, in una vera e propria oasi, un negozio molto curato che vende creme e saponi naturali e dopo una venitna di minuti di trattative e porove di vari prodotti, capiamo che il prezzo sulle etichette è in dollari USA e non lire libanesi e così molliamo tutto lì, compreso il commesso sfiancato, che si era districato nei meandri dell’inglese!

Le ultime due, almeno per ora, evidenziano evidentemente quanto non NON siamo una cultura superiore… In questa parte del Libano si segue il divieto di bere alcoolici, altrove qualcosa si trove, ma qui non c’è ombra di nulla… Eppure noi non demordiamo, siamo andati, quindi, nel più occidentale e caro dei supermercati libanesi certi che quell’avamposto della cultura occidentale ci avrebbe regalato il nettare degli dei o almeno una birra. E infatti… torniamo a casa avendo speso una fortuna, ma con una confezione da 6 birre… Ai primi sorsi lo strano sapore lo attribuiamo al fatto che siano ancora calde… solo durante la cena ci accorgiamo della scritta evidente in rosso ‘0%’… BIRRA ANALCOLICA!!!!!!!!!

E infine, la performance per cui questa cittadina ci ricorderà… altro supermercato, molto moderno, grande, a due piani… picocli acquisti, chiacchiere con i commessi (tanto per attirare l’attenzione) e decidiamo di scendere al piano inferiore (dove troveremo un fantastico detersivo appositamente studiato per i  capi neri, proprio come quelli nei nostri scaffali, solo che in bella mostra sull’etichetta ci sono due nerissime tuniche e un burqa! potere della pubblicità!). Insomma per scendere al piano inferiore ci sono le scale tradizionali per le persone e un utilissima  e intelligentissima scala mobile per i carrelli ai  lati… Decidiamo di lanciarci senza chiedere, posizioniamo il carrello sulla rampa e, senza accorgerci che si era agganciato e fosse in massima sicurezza) lo vediamo magicamente muoversi. Sorpresi inizialmente e man mano smepre più spaventati, cerchiamo in tutti i modi di trattenerli, ma la scala mobile (e il gancio, lo ripeto) tiravano più forte di noi… riusciamo a rmanere in piedi, ma la  dignità è completamente persa quando cominciamo a grifdare in italiano e in inglese, tirando a più non posso il carrello, fino a quando un commesso non ci grida di stare calmi e ci fa capire che alla fine della discesail nostro carrello non si sfracellerà, ma che è agganciato e lo ritroveremo intatto in fondo alle scale… Segue vergogna intercontinentale e giustificatissime occhiate come verso due trogloditi che hanno scoperto il fuoco!!!!

Manca ancora qualche giorno… cos’altro riusciremo a fare?????

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