Ieri si è festeggiato il ritorno della fiducia, ora si lavori con coraggio e responsabilità.

A trent’anni, viverne più della metà dentro un’era, politica, sociale, economica, è praticamente una vita. Per questo ieri non si poteva non festeggiare. Non perchè ci siamo illusi, non perchè crediamo veramente che tolto Berlusconi sia spazzato via il berlusconismo. Non perchè azzoppato il capo ( fino alle prossime elezioni, io temo comunque le mosse del caimano!) crediamo eliminata una destra machista, omofoba, non conservatrice, ma reazionaria, irresponsabile e senza visione politica di lungo corso, razzista e isolazionista (se non allineata ai peggiori partner internazionali che si possano avere). Nessuno ieri stappando quelle bottiglie lo credeva. C’era solo la voglia, umana e istintiva, di rivendicazione, di rivalsa, di rinascita.

Ora arrivarà il lavoro duro, l’austerità, i sacrifici. Ma nei festeggiamenti di ieri c’è, è tornata forse dopo 17 anni, certamente dopo gli ultimi due e mezzo, la fiducia.

E ora, ripristinata questa fiducia viene il tempo del coraggio, della responsabilità, le uniche cifre che non solo possano qualificare l’azione di un Governo Monti, ma anche le uniche cifre che potranno realmente dare respiro al nostro Paese, riassestarlo per poi poterlo rilanciare.

Per questo spero che Monti e il suo esecutivo possano avere il coraggio di forzare sulle pensioni e le parti sociali la responsabilità di accettare un cambio di paradigma che questa crisi epocale, e tutto quello che in precedenza ha determinato la situazione italiana, impone.

Ho anche fducia, però, e questo è l’elemento nuovo, da ieri, che tagli e restrizioni non saranno più solo nella direzione del mantenimento dei saldi, con la tecnica dell’accettata lineare. Ho fiducia che la cancellazione dele pensioni d’anzianità porterà sollievo alle casse dello stato, ma il Governo Monti salverà l’Italia solo se parte di quei risparmi oltre che su debito e deficit, verranno impiegati per una riforma sana del mondo del lavoro. E’ su questo che spero i sindacati post-crisi faranno le barricate: non oporsi alle riforme dure, ma pretendere che i frutti aprano un nuovo mondo di occupaione e sicurezza per i lavoratori.

 

Da ieri è tornata la fiducia che gli introiti di una patrimoniale non andranno solo a tappare i buchi o a rimpinzare la mastodontica macchina statale e burocratica che anni del clientelismo berlusconiano hanno creato (la Giunta Siciliana o le 80 maserati di La Russa sono solo il più clamoroso e l’ultimo degli esempi), ma che parte degli introiti di quei sacrifici servano per ripristianre un nuovo modello di stato sociale, curando e ripristinando rigore, ma anche efficienza ed efficacia nella sanità pubblica.

 

Da ieri è tornata la fiducia in noi e anche all’estero e credo che ora si possa tornare a testa alta e con coraggio al tavolo dei grandi superando un umiliante commissariamento e avndo la responsabilità di partecipare alla costruzione di nuovi paradigmi per affrontare un mondo totalmente cambiato e stravolto, con idee, prospettive e visioni completamente diversi rispetto al passato.

 

E passatemi la metafora (senza che nessuno degli amici catotlici praticanti si senta offeso, così come nessuno degli atei o agnostici convinti, prendo a prestito solo la nostra tradizione culturale non la Fede o religioristà di ognuno): Ieri era Carnvale. Tutti eravamo consapevoli che poi sarebbe arrivata la Quaresima. Stavolta però abbiamo festeggiato perchè abbiamo più fiducia che dopo il vagare nel deserto ci sarà la Rinascita!

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