Forse ho fregato Gaber [ ovvero da sinistra, voto Giovanni Bachelet]

Un amico mi invia questi giorni una mail in cui un’immagine mi indicava quale fosse la strada giusta per essere di sinistra: basta votare una tal persona alle primarie PD Lazio e avrei certificato il mio animo rosso.

Premettendo che vado sempre sbandierando la mia non appartenenza a vecchi partiti se non al PD, ciò non toglie che abbia scelto questa sponda per sostenere un’idea (lo dico subito, per me, irrealizzata) di sinistra e di come oggi la sinistra dovrebbe essere e agire.

Dunque, tornando al messaggio del mio amico, mi sono chiesto, come mai io, che mi dico di sinistra, oggi, nel 2012, scelgo un altro candidato alla segreteria del PD Lazio piuttosto che quello indicatomi dalla calorosa propaganda del mio amico?

E così non poteva che partire il dilemma di scuola gaberiana sulla consistenza e composizione, oggi, di destra e sinistra. Premettendo che tutte le collocazioni indicate dal grande Giorgio le condivido e sottoscrivo, ho cominciato a pensare cosa sia di sinistra e soprattutto, scusate la poca elevatura del ragionamento, cosa comporti questo, oggi, per il PD Lazio, ad esempio.

Si è di sinistra perchè si era del PC? perchè poi si è stati DS? perchè si è parlato sempre  ai propri e con i propri e si sono mantenute salde delle quote? Perché ‘donne e giovani’ dei paesi tuoi?  Perchè si difendono i lavoratori come si difendevano negli anni 70 (nel senso proprio con le stesse tecniche e strumenti)? Perchè servono diritti uguali per  tutti, ma non per trattare  vite differenti in maniera differente? Perchè si obbedisce a un centralismo democratico e non si dà troppo fastidio alla ‘linea’? Perchè siamo per i giovani da sempre, talmente da sempre che i nostri giovani sono sempre i soliti? Perché si premia la fedeltà e l’abnegazione?

Beh, io sono di sinistra in un altro modo. Quello stesso modo che ho visto nella squadra che sostiene Giovanni Bachelet e in Giovanni stesso. Di sinistra perchè ci siamo mescolati e ora conta la direzione delle nostre idee, non la provenienza dei nostri piedi (e dopo anni di discussioni giovanili, ora mio padre mi vede sostenere un democristiano e ride sotto i baffi!).  Di sinistra perché significa ancora essere alternativi, dare fastidio, porre interrogativi oggi significa anche proporre una donna capolista in ogni collegio, donne e giovani competenti e che hanno lavorato sul territorio. Di sinistra perchè oggi il lavoro e i lavoratori sono cambiati e diversamente vanno difesi. E insieme ai loro diritti bisogna lottare per una serie di diritti non nuovi, ma di nuova esigibilità, che riguardano le persone, i singoli individui, che poi andranno a comporre il loro progetto di vita e di fine vita come meglio credono. Di sinistra perchè la politica vogliamo farla noi, come pensiamo che serva alle donne e agli uomini di questo tempo, non farcela dettare da un comitato centrale (che non sa quanto costa un kg di pane). Di sinistra perché bisogna tagliare vecchi legami, strutture e dinamiche che hanno bloccato tutto il Lazio e ora rischiano di consegnarlo alla criminalità organizzata che vuole riscuotere il conto.

Per questo, da sinistra, voterò Giovanni Bachelet alla segreteria del PD Lazio. Perché poi, la sinistra è come una splendida teoria, valida solo se la si pratica!

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