Gli Omini sessuali [ ovvero Zalone VS Soliti idioti]

C’è un piccolo sottile limite tra la satira, pungente  e fuori dal politicamente corretto e la più noiosa e strampalata volgarità.

Ieri sera si è consumata la seconda, all’interno di un testo stanco, di una sequenza un po’ sconclusionata come si sta rivelando l’intero festival di Sanremo: i soliti idioti con il loro pezzo sugli omosessuali volevano fare i soliti giovani, dissacranti, direttamente da regno di MTV volevano sconvolgere il festival. Forse hanno contribuito a renderlo ancora più noioso.

Ieri non si è dissacrato e preso in giro il qualunquismo, il perbenismo e in fin dei conti l’omofobia, la si è solamente ricordata, senza sarcasmo o ironia, senza cattiveria. Ed è proprio a questa pochezza e mancata brillantezza delle battute, che ci si aspetta da due comici, che oggi si sente il bisogno di scagliarsi, non per aver fatto parodia dell’omosessualità o dei cliché borghesi, ma per l’incapacità di ridicolizzarli.

Torna alla mente, a me che amo il politicamente scorretto, un pezzo del film di Checco Zalone: qui siamo di fronte allo stereotipo, esasperato e sbeffeggiato, satira pungente che ridicolizza il pensiero debole e piccolo di alcuni italiani. Qui non si ridicolizza l’omosessualità, bensì l’idea distorta che alcune persone ne continuano ad avere nonostante abbiano continue evidenze contrarie.

Certo, diciamo che Zalone è stato anche avvantaggiato dal non avere un imbarazzante Morandi che nel tentativo di mettere una pezza, ha allargato il buco…


 

 

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