Altro che balena bianca [ ovvero come la seconda repubblica si porterà via PD e PDL]

È finito il tempo delle avventure, come commenta Stefano Menechini, è finita l’epopea dei partiti personali, è finita quella spinta autoritaria e autoritarista figlia della confusione e dell’indignazione del 92. Mi aspetto a breve che anche Di Pietro venga travolto, così come le piccole avvisaglie avute per Vendola si concretizzino.

È un sistema che collassa, di nuovo, è la magistratura che avvia e conduce il gioco di nuovo, la risposta è già pronta, di nuovo. Come fu la scoperta, per i cittadini, berlusconiana del ’92 e la nascita di Forza Italia (poi PDL) che servì a sdoganare la destra e a mantenere in vita migliaia di elefanti, oggi è il ritorno al proporzionale, la legittimazione dei professori e la definitiva ricostruzione del centro non come aggregatore di masse, ma come regolatore di maggioranze.

Sembra fin troppo ottimistica quindi l’analisi di Claudio Cerasa del Foglio che disegna una nuova CDL con diversi protagonisti, ma con le stesse scatole.

È finita un’era, si cambia un passo, si sta preparando un altro passaggio da seconda a terza repubblica (compreso cambio di legge elettorale), inutile preservare il vecchio: PDL e PD sono ora fuori tempo, sarebbero dovuti nascere oggi per sopravvivere alla terza repubblica.

Quella che nascerà all’ombra dei professori e del Vaticano, quella che nasce con Monti (davvero qualcuno pensa di arrivare al Quirinale senza fare i conti con lui) e arriva a Riccardi, con Casini organizzatore (che è tutto un programma, anche linguistico)e un grande centro da Fioroni a Formigoni a fare da cassa di risonanza.

Tutto questo, poi, avverrà col bene placido di un 40%, forse, della popolazione che ancora, per convinzione, passione o convenienza, andrà a votare, ancora, resistendo all’indignazione che ogni giorno una classe politica autoreferenziale alimenta per poter avere le mani sempre più libere.

Altro che balena bianca.

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