Il cielo della Capitale [ ovvero chi farà bene a Roma 2013?]

Prima ancora di capire e immaginare chi vincerà la sfida Capitale del 2013, nel caos della pessima gestione Alemanno, delle stangate del Governo e delle addizionali comunali, nei tagli radicali dei bilanci dei Municipi, a Roma ci si chiede chi voglia prendersi la patata bollente e costruire un progetto per il governo futuro della città.

In questo articolo si cerca di disegnare un quadro, arricchito da alcuni personaggi come Montezemolo che mi sembrano troppo azzardati e con un grande assente che non credo abbia già deciso di abbandonare una partita che oramai gioca da anni ovvero l’attuale Ministro per la Cooperazione Riccardi.

Qui, Cristiana Alicata si pone un po’ di domande e prospetta una sfida Meloni-Zingaretti per il bene di Roma.
Personalmente credo che questa sia più che una sfida per il bene di Roma, una sfida per il bene del centrosinistra (che comunque non mi dispiacerebbe, sia per partigianeria, sia per le capacità riconosciute a Nicola Zingaretti).

Una sfida che invece farebbe bene a Roma, secondo me, è proprio quella tra l’attuale Presidente della Provincia, Zingaretti e il Ministro Riccardi.
Entrambi hanno una prospettiva molto ampia della città. Entrambi sono riconosciuti e stimati, sia dalle nomenclature dei partiti (Riccardi sarebbe l’ideale per un centro omnicomprensivo assicurandosi, oltre al terzo polo, moltissima parte della società civile romana e anche moltissima parte dei più moderati di PDL e PD). Entrambi hanno esperienza di Roma, dei romani, del tessuto economico, culturale e sociale che sta cambiando nella città e possono contare su una rete reale nel campo della società civile, di sentinelle e referenti, che riescono a raccontare la realtà e quindi, magari, proporre le migliori soluzioni per tornare a far rivivere una Capitale bloccata.
Una sfida tra queste due figure obbligherebbe a un lavoro di ascolto e studio, di condivisione e diffusione, di ragionamenti a livello centrale e applicazioni a livello periferico.

Insomma si prospetterebbe una sfida che potrebbe fare bene a roma proprio perchè verrebbero messi sul piatto progetti e interpretazioni di quello che potrebbe essere Roma nel 2018 (a fine mandato) di tale livello che chiunque vincesse, comunque, migliorerebbero la città.

Forse, però, proprio perchè i due personaggi sono di primo piano e di grosso calibro, forse perchè la ‘ricompensa’ per il ‘perdente’ sarebbe solo la guida di una opposizione (che così condotta sarebbe, ancora, una manna per Roma), forse perchè entrambi potrebbero mirare a parte dell’elettorato dell’altro rendendo imprevedibile il risultato fino a urne chiuse, forse perchè solo Riccardi potrebbe pensare di costruire un ‘effetto Pisapia’ anche per Roma (e la figura di Ministro tecnico abbinata a uomo simbolo di una delle più importanti associazioni romane) e forse perchè solo Zingaretti potrebbe insidiarlo in maniera credibile, questa sfida potrebbe non esserci.

Ma magari roma se la merita ancora. Ma magari la politica potrebbe essere ancora servizio alla collettività.
 

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