Competenza e ascolto per Roma [ovvero non si può governare con le date di scadenza]

Roma non si può governare con le sole date di scadenza, questa è l’ennesima, dolorosa e vergognosa constatazione di una destra impreparata e arraffona, che nelle pieghe malate di un modello Roma da riformare completamente si fa beffe dei cittadini usurpa spazi e fondi.
Competenza e ascolto, conoscenza e contrattazione elementi fondamentali da contrapporre all’improvvisazione e al dirigismo. Perchè non si leggano solo le date di scadenza, ma si approfondiscano le realtà, si conoscano le situazioni e si guidino le scelte migliori per i cittadini.

Per restituire a Roma il senso di una città Capitale, dove però possano vivere cittadine e cittadini fuori dalla logica della sola massificazione e omologazione. Dove alle esigenze di bilancio si coniughino le esigenze di qualità della vita e salvaguardia della propria dignità.
Ricostruire Roma è anche ridare dignità al tessuto sociale, all’associazionismo, trasformarlo da un sistema nominativo, legato a persone e ‘sedi’ a un modello legato ai servizi e ai risultati oggettivi, concreti, riscontrabili. Meno convegni e più addetti. Meno sigle e più beneficiari.

Ricostruire Roma è promuovere reti di solidarietà, non solo volontaristica, che nascano dalle esigenze di un territorio e di una popolazione, solo così si può garantire l’efficacia e la reale ricaduta sulla qualità della vita di una comunità. E interrompere uno squallido e pericoloso ‘spoil system del sociale e della finta solidarietà’ che toglie a esperienze riuscite, per dare a esperienze ‘amiche’.

Poi c’era anche la questione ‘Città dell’altra economia‘ e quest’altra esperienza a Boccea.

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