L’ostruzionismo non ferma la civiltà [ovvero le unioni di fatto in Municipio XV]

In mancanza di argomenti si riesce a maltrattare e distruggere uno strumento (che non amo, ma che riconosco) come l’ostruzionismo politico.
Nell’aula del consiglio Municipale del Municipio XV di Roma una brutta pagina si è scritta ad opera di una destra bigotta, sterile e violenta.
Perchè la violenza non è solo quella fisica, è quella che fa occupare fisicamente l’aula di un consiglio municipale, è quella che fa alzare i toni della discussione (e delle voci) , è quella che impedisce a un Presidente di un’assemblea di portare avanti i lavori, è quella che preferisce al confronto e agli strumenti politici l’utilizzo di intimidazioni e la creazione del caos.

L’approvazione del registro delle coppie di fatto però non si ferma: domani nuova convocazione per portare a casa uno strumento di civiltà, di indirizzo politico e di visione della società. Uno strumento che nasce da un lavoro di coesione e sintesi di tutto il centrosinistra del Muinicipio. Uno strumento che vede compatta la maggioranza consapevole della pagina di civiltà che si sta scrivendo e consapevole che l’accordo trovato insieme non sia puramente simbolico: domani si voterà un testo che anche dal profilo amministrativo e di possibili ricadute è molto avanzato.

Per questo l’opposizione di centrodestra non potrà impedire il progresso, non potrà intimidire la democrazia, non potrà minare la costruzione responsabile di unità della maggioranza di centrosinistra (+udc) che si è costruita attorno a un principio di crescita sociale.

Per qualcuno che ancora avesse poco chiaro lo strumento e voglia confondere le acque dicendo che i registri sono inutili o che ancora non se ne capisce la ricaduta, invito a rileggere qui [non c’è solo la mia analisi, ma anche quella di due esperti].

Domani come potrò su twitter prosegue la cronaca su #Municipioxv e #registrounionicivili

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