Allontanate quei froci! [ovvero omofobia schizofrenica di stato]

Non abbiamo mai creduto che i ‘professori’ ci avrebbero agganciato anche all’Europa dei diritti. Al massimo abbiamo festeggiato, più o meno, che in campo LGBT le signore e i signori a capo dei diversi dicasteri quantomeno non prendessero sfondoni linguistici, tenessero un atteggiamento sobrio, ripristinassero il minimo di rispetto e di, perchè no, eleganza che i rappresentanti della vecchia maggioranza e i vecchi ministri avevano bellamente stralciato e calpestato.

Qualcuno si è anche emozionato quando la Ministra (oddio, con lei non si sa mai se usare articoli o meno, declinare al femminile o al maschile, declinare al femminile uno e al maschile l’altro, proponendo un aberrante ‘La Ministro’!!!!) delle Pari Opportunità aveva sostanzialmente detto ‘ Sì, è vero ci siete anche voi e prima o poi ci penserò’, salvo poi ritirare gli applausi quando hanno scoperto che anche una distinta professoressa torinese, in Italia, la mattina passa per il Vaticano.

Certo quello che non ci aspettavamo dagli illustrissimi tecnici, proprio in virtù del rispetto dell’Europa, delle sue regole e delle libertà sempre più diffuse, che si avesse nei confronti delle discriminazioni un atteggiamento così schizofrenico.

In preparazione della giornata contro l’omo e trans fobia,infatti,  il Ministero della Pubblica istruzione fa partire questa circolare, dicendo ai presidi e ai direttori didattici, di celebrare degnamente la giornata ricordando che  ‘La scuola si cimenta ogni giorno con la costruzione di una comunità inclusiva che riconosce le diversità di ciascuno. E’, infatti, ad un tempo, la prima comunità formativa dei futuri cittadini e un luogo importantissimo per la crescita e la costruzione dell’identità di ciascuna persona. Così, le scuole favoriscono la costruzione dell’identità sociale e personale da parte dei bambini e dei ragazzi, il che comporta anche la scoperta del proprio orientamento sessuale. Il loro ruolo nell’accompagnare e sostenere queste fasi non sempre facili della crescita risulta decisivo, anche grazie alla capacità di interagire positivamente con le famiglie.’ Più che un gesto, molto più che una dichiarazione, una circolare di invito a proporre azioni concrete per il rispetto delle differenze e le tutele dalle discriminazioni. Decisamente un grande passo avanti.

Al ministero dell’Istruzione segue, ed è qui la schizofrenia, il Dipartimento Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno che da pochi giorni ha emanato un’altra circolare  riguardo agli spostamenti di quei dipendenti delle forze dell’ordine che vogliano avvicinarsi ai propri famigliari.

In barba a tutte le sentenze della Corte Costituzionale, della Corte di Cassazione (badi che si parla del Ministero dell’Interno!) e del comportamento di altri ministeri, si legge nella circolare che ‘ I punteggi previsti per le esigenze del nucleo familiare si intendono estesi alle analoghe esigenze per le eventuali famiglie di fatto, intendendosi per tale quella costituita da due persone di sesso diverso che convivono, more uxorio, coabitando stabilmente insieme agli eventuali figli naturali riconosciuti o dichiarati dall’uno o da ambedue nella sede per cui si richiede il trasferimento, ovvero in sede limitrofa a quest’ultima. La coabitazione deve risultare da certificazione anagrafica.’ Non considerando, in ultimo, che anche due ‘coabitanti’ dello stesso sesso possono ottenere opportuna certificazione anagrafica.

Ecco, come definire tutto questo se non schizofrenia? Se non confusione  delle istituzioni che, pur di difendere posizioni ormai anacronistiche per un Paese e per un ordinamento giuridico democratico e liberale, creano dei mostri, anche giuridici, facilmente impugnabili?

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