Vendola no, l’UDC invece… [ovvero si parla ancora di nomi ma non di programmi]

Dai giornali di oggi si apprende che un gruppo di parlamentari del Partito democratico chiedono di non ammettere Nichi Vendola alle primarie per la premiership. Come può una componente di una coalizione (che a me sembra ancora non esista) porre il veto su una possibile candidatura alla premiership, se sostenuta da un’altra componente della coalizione stessa?

Sulla lettera inviata al segretario PD(ho scelto il Corriere, ma è riportata abbastanza fedelmente da molti) si pone il tema della convergenza dei programmi.

Ma, mi chiedo, su cosa dovrebbero confrontarsi allora i candidati? Dovremmo continuare sullo stucchevole e autoreferenziale teatrino dei nomi, o ancor peggio delle correnti? Bene, neghiamo la partecipazione di Vendola per aver appoggiato il referendum sulla riforma dell’articolo 18 voluta dal ministro Fornero e appoggiata con molti mal di pancia dal PD, ma impediamo anche l’alleanza dell’UDC, prima, durante e dopo il voto e indipendentemente dai risultati, per evidenti divergenti programmatiche su Testamento biologico, Diritti civili, Nucleare, Consumo del suolo, Acqua pubblica, Scuola pubblica, Imu alla Chiesa, candidabilità di personaggi poco limpidi…

Insomma, Fioroni e D’Ubaldo volevano spostare davvero il dibattito sui temi e quindi manderanno l’integrazione a questa lettera, includendo anche l’impossibilità dell’alleanza con l’Udc o siamo di fronte all’ennesima operazioncina mediatica, per scaldare ancora di più gli animi, per mescolare ancora un po’ le carte e tirare sempre più in altro l’asticella degli accordi di desistenza?

Vendola dovrebbe partecipare alle Primarie come chiunque creda possa esprimere un valore aggiunto al campo del centrosinistra, chiunque pensi di poter offrire, partendo da basi comuni, qualcosa di diverso rispetto agli altri partecipanti.
Il tempo passa e non servono più sortite e scaramucce di poco conto. Non servono ancora bagarre sui nomi per offuscare i programmi. Non è impedendo la corsa di qualcuno o continuando la macchina del fango che si convinceranno le cittadine e i cittadini di questo Paese che la nostra sarà la coalizione che potrà impostare e guidare lo sviluppo e la necessaria rinascita del nostro Paese. Anche perchè, appunto, domani dovremo essere coalizione e piuttosto che guardarci l’ombelico, governare il Paese.

Certo, poi Vendola che dichiara di ‘rischiare di vincere’ e ancora non ha sciolto la riserva, sembra altrettanto poco credibile.Non gli sembra tardi per cominciare a raccontarci un modello basato su un programma alternativo? Non gli sembra tardi per iniziare a farlo girare per l’Italia, a farlo conoscere, a confrontarsi? Non ha notato che già due pezzi da novanta da tempo girano come trottole costruendo consenso? Forse il camper di Renzi non è ancora arrivato in Puglia e per questo Vendola non se n’è accorto? O fa comodo anche lui tutto questo baccano solo sui nomi per non parlare di altro?

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