La chance della credibilità [ovvero le dimissioni basteranno?]

Prima di pensare a cosa il PD può fare per te, pensa a cosa puoi fare tu per il PD. Per la politica. Per il Paese.

Ancora una volta mi trovo a pensare come questo sia un momento cruciale, un momento di profonda trasformazione che dovrebbe essere affrontato con grande senso di responsabilità. Verso i nostri elettori. Verso l’idea di un partito e l’idea di un paese che oltre a proclamare, oggi, dobbiamo praticare. Ultima chance per sanare una ferita che deriva nell’antipolitica. Non che è provocata da esse. Ultimo momento per salvare al politica. Quella buona.

Dopo le vicende della Regione Lazio, dopo le timidezze sulla denuncia e il contrasto di un malaffare difsuso, oggi il Partito Democratico e poi SeL e IDV compiono gesti che non sembrano solo simbolici. E’ quello che sta scritto nel nostro DNA di democratici, di persone che offrono un servizio per il miglioramento e lo sviluppo delle condizioni di una società.
Oggi un gesto concreto, ma non basta. Oggi, quello che succede è figlio di una pratica sulla quale si è taciuto. Se non si è stati promotori si è stati, ahinoi, conniventi. E oggi più che mai l’assunzione di responsabilità deve essere totale, deve essere netta. Pena la fine definitiva della credibilità e delle possibilità di proporre un’idea nuova per l’organizzazione e la crescita del nostro Paese.

Per la Regione Lazio passano i destini non solo del PDL e di una politica irresponsabile, ma anche quelli del centrosinistra e in particolare del PD e della capacità di dimostrare di essere diversi, fino al midollo.

Oggi la possibilità di ricucire il rapporto di fiducia con gli elettori passa solo per un drastico ricambio. Non è sete di giustizialismo, non è l’arroganza cieca in cui possono a volte derivare le smanie legalitarie, non è solo una lotta contro generazioni. E’ la richiesta forte di un cambio di stile, di un ribaltamento delle prassi politiche.

Per questo oggi alle dimissioni dei consiglieri della Regione Lazio deve seguire la conferma di non candidatura degli stessi consiglieri e la scelta netta di non preoseguire nella ricerca di una sintesi e di una alleanza politica con l’UDC che decide di non far dimettere i propri e non marcare nettamente le distanze da questo stato di cose, o dei radicali di cui non mi sembra sia pervenuta nessuna decisione in tal senso.

Siamo diversi. Ancora ci credo. Abbiamo sbandato, ma questa è l’ultima chance per la credibilità nostra verso chi ancora crede in noi per applicare quell’idea di Paese, e futuro per dirla all’Obama, responsabilmente.

NdB. Nonostante la condanna forte e la richiesta chiara di dimissioni e non ricandidatura ho scelto di usare ancora il ‘noi’ per sottrarmi al gioco dei ‘primi della classe’, ma volendo evidenziare che ancora, il PD, riscoprendo le sue origini, dichiarate in mille, ottimi, documenti, possa essere la risposta più efficace all’antipolitica e alla degenerazione di questo Paese’

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