Che vuol ch’io faccia del suo latinorum [ovvero #regoleprimarie]

Che poi, il regolamento delle Primarie del centrosinistra dovrebbe essere una questione pratica e di buonsenso.

– Chi si candida? Il mondo in questi anni è stato stravolto, economia, politica, socialità. Tutto stravolto. In Italia il presidente del consiglio e il ministro dell’economia del ‘va tutto bene madama la marchesa’ sono stati sostituiti da omologhi, necessari, da lacrime e sangue. I dottori chiamati a salvare il paziente moribondo, dovrebbero per alcuni seguire la convalescenza e la riabilitazione. Italia resiste un po’ peggio rispetto a quello che ci immaginavamo e Grecia e Spagna, pure. Il partito di maggiorana è quello del non voto, seguito dagli indecisi e da quello dell’antipolitica alla Grillo. Forse dovremmo prendere coscienza di quanto si cambi in tre anni.
Forse dovremmo celebrare i congressi, per designare il segretario di un partito, anche come, candidato premier dello stesso (allora sì, potremmo chiamarle primarie, anche nella sostanza. Finora abbiamo continuato a celebrare congressi, più o meno aperti) nei sei mesi prima le elezioni e non tre anni prima. Oppure come ha scelto il PD dare la possibilità più ampia possibile alle candidature.

– Chi vota? Ma voi avrete immaginato che il 2 dicembre potremmo trovarci di fronte a 1, 10, 100 , 1000 persone che potrebbero non aver voluto votare al primo turno e invece si sono convinte a farlo dopo gli esiti e la campagna, al secondo turno? Volutamente ho scelto il termine che richiama alla volontà, così da epurare la questione da futili esempi, la cui soluzione ritengo scontata (malattia, lavoro, viaggi etc etc…).
A queste persone che potrebbero pensare e decidere di navigare dal più grande solido e temuto partito attuale in Italia, quello degli indecisi, indignati, delusi e astensionisti, oggi dato a ben oltre il 40%, noi dovremmo dire un colossale NO. Impedendo così non solo il passaggio dal non voto al voto probabile per il centrosinistra, ma consegnandolo all’anti-politica definitivamente (e in questo caso, l’ipotesi migliore per i partiti è che quel voto non si esprima, la peggiore è che vada a finire a Grillo, altro convitato di pietra insieme a Monti nelle discussioni e ipotesi elettorali).

– Chi si registra? Alle primarie si è sempre sottoscritto una sorta di patto (non obbligatorio, lo sanno bene i militanti e volontari dei gazebi, forse troppo lontani dai tavoli di discussione delle regole) in cui ci si riconosceva nel centrosinistra e ci si impegnava a votarlo alle elezioni (non sono certo di questa seconda specifica). Il suddetto albo, non era pubblico, anzi, era talmente blindato che poi, finiva come oggetto del contendere nelle lotta tra correnti, tra maggiorenti, tra signori delle tessere e, negli anni 2000, di contatti. C’erano e ci sono enormi difficoltà anche solo per far arrivare quei nomi e numeri dal centro fino ai circoli territoriali.
Ed ora vogliamo pubblicità? Come sopra, con un’antipolitica che monta, un disincanto e un disinnamoramento verso ciò che è politica, partiti e in buona parte istituzioni, chiediamo a quei 10,100,1000 che potremmo riuscire a convincere a votare alle primarie (e a buon conto a votarci alle elezioni) di sottoscrivere un appello pubblico a sostegno di questo o quel partito? Vorremmo chiedere a un elettore rimasto scottato dal berlusconismo e dal populismo di destra (oggi, mi sembra che abbiamo risolto il dilemma e capito che questi voti alle elezioni non ci dispiacciono, no?) di dare un’altra dichiarazione di fiducia alla politica?

E badate io non parlo o meno del vergognarsi o meno a dichiararsi di csx (è una scemenza, per la numerosità e la collocazione dei gazebi tutto il mio palazzo, il mio quartiere e parte di quello vicino sanno bene se io quella mattina farò o meno la fila alle primarie, aldilà di una dichiarazione). Dico se possiamo pretendere da un elettore deluso, una sorta di assegno in bianco verso la politica. E se giustamente questo elettore non lo accettasse?Avremmo perso il voto alle primarie, ma soprattutto alle elezioni. Preferiamo noi perdere quel possibile voto, barrandogli la strada per un cavillo?

Per questi semplici motivi, fuori da ogni ‘latinorum’ di posizioni, ragionamenti alchemico-politici che si avvicinano più alla supercazzola che al dialogo che vorrebbero mascherare, da ogni strategia elettorale (interna ai partiti o rivolta al governo del paese) credo che le primarie e il regolamento varato sabato dall’Assemblea nazionale PD, debba essere, in sede di coalizione(così come ricordato da Bersani e Letta) interpretato verso l’inclusività e l’accoglienza piuttosto che il restringimento e la chiusura.

Non dovremo mica trovarci tanti piccoli pseudo Fini che ci diranno ‘Che fai mi cacci?’

P.S. E ripeto quello che ormai chiedo spesso a compagni e amici militanti così integerrimi e sicuri di sé e della loro posizione: ma solo io mi confronto e mi trovo a dover convincere persone che della politica non ne vogliono sapere? Che mi stimano e pertanto vedono come alienante la mia militanza nel PD? Solo io mi confronto con chi ha perso fiducia in questo sistema ed è troppo intelligente per buttare un voto e allora si asterrà?

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