OTTO per TUTTI [ ovvero Renzi e la laicità, praticata]

Questa mattina, nella video chat con repubblica TV, Matteo Renzi ha dato un altro esempio di come sta evolvendo e dovrebbe evolversi anche l’impegno dei cattolici in politica. Il sindaco di Firenze non nasconde la sue origini, politiche e confessionali, ma da amministratore (ancor prima che da politico) ha chiari due concetti e come suo solito li illustra in maniera schietta: il ruolo (e non solo il peso) della Chiesa cattolica e di alcune sue opere nella nostra società italiana e il fondamento della laicità nell’amministrazione della cosa pubblica.

Renzi fa ragionamenti molto lineari e come sempre riscontrabili più che nelle prese di posizione correntizie, nella vita quotidiana:

Da sindaco di una grande città, non può negare, ad esempio, il ruolo della Caritas nell’assistenza a una fascia di popolazione sempre più in pericolo e in costante aumento. E dice che, infatti, il problema non è lì. Fatto salvo che lo Stato, date le condizioni attuali, non riesce a coprire completamente quelle richieste di welfare assistenziale (cosa che dovrebbe fare, in un mondo ideale), bene vengano istituzioni, di qualsiasi ispirazione e confessioni che cooperino in questa missione. Il sindaco di Firenze, allora, si augura che non sia più solo la Caritas, ma che si possano moltiplicare queste esperienze.

In linea con quanto detto, quindi, si augura due cose molto oneste e attuabili da subito (ADESSO, non è solo uno slogan efficace, è una visione del programma): allargare la platea dei beneficiari  dell’8xmille, così da poter aumentare i contributi e le esperienze di assistenza e che l’8xmille non dichiarato dal contribuente, che oggi va per forza di cose alla chiesa cattolica, rimanga allo Stato (così che questo possa da una parte tornare a occuparsi in prima persona di assistenza e in secondo luogo avere più fondi perché si riduca la platea dei bisognosi).

Ho visto molti cattolici sbandierare la laicità delle loro intenzioni.  Ho visto pochi avere un programma di attuazione della laicità, concreta, come prassi politica e di amministrazione. Le parole di Renzi mi hanno convinto (come la chiarezza sull’IMU alla Chiesa, la concretezza sui diritti civili: ora civil partnership, entro i primi 100 giorni,  e in concomitanza apriamo dialogo concreto su matrimonio e adozioni…).

Sarà per questo che molti ‘cattolici di professione’ che poco hanno dimestichezza con la laicità praticata, ostacolano Renzi e sbandierano la loro etichetta a ogni occasione?

Annunci