Veltroni non gioca più ? [ovvero la mossa del cavallo]

“il cavallo è l’unico pezzo del gioco che può scavalcare gli altri.si muove in un modo davvero speciale,disegnando una l:prima di 2 caselle in orizzontale o in verticale come una torre e poi di una casella a destra o sinistra. Un particolare da non dimenticare:un cavallo che muove da una casella nera arriva sempre in una casella bianca. Al contrario, un cavallo che muove da una casella bianca arriva sempre in una casella nera. Il cavallo può scavalcare qualunque pezzo” Karpov manuale degli scacchi

Mi sembrava troppo silente, troppo in disparte, già da troppo tempo. Proprio in un passaggio epocale del suo PD in cui si corre il rischio di lasciare tutto com’è, fermo al secolo scorso, o di compiere il salto finale, far nascere il PD così come lo aveva immaginato lui. Fino a spingerlo con la sua stessa incoscienza, ma un po’ più di forza, verso la corsa maggioritaria.

Ma non poteva farlo frontalmente. Appoggiare quel Renzi che lo aveva messo, pur riconoscendogli quantomeno la paternità e la nascita del PD (che per l’idea bisogna ringraziare ben altri!), tra gli ‘Oni’ da poter rottamare.

Ma è più forte di lui: dopo averlo tanto cercato, programmato, immaginato e dopo aver duramente ammesso la disfatta (ancora in corso) del progetto del partito europeista e post ideologico, non poteva rimanere fuori. Non poteva assistere, inerme, alla nascita del suo partito per mano di altri.

E così, ecco la mossa del cavallo. Nessun attacco frontale, una decisione personale che incarna tutto ciò che il sindaco di Firenze e molti altri dicono da tempo: Veltroni non si ricandida e si mette a disposizione della politica, in altro modo. Non credo che pensi a un ministero, per lui.

Lo immagino più sulla scia dei leadere labour inglesi, padri nobili, fonte di esperienza.

Insomma Veltroni in un colpo solo dà una botta alla rottamazione, lui, uno degli ‘Oni’ non si fa rottamare e mettere a riposo, ma spenderà in altri servizi alla politica e alla comunità le sue competenze. Lui può.
Dà un colpo agli altri ‘Oni’, che incapaci di immaginarsi altrove, non riescono proprio a rinunciare dignitosamente a questo inevitabile ultimo giro di valzer parlamentare.
Si prepara a iscriversi, di novo, dopo il passaggio epocale della creazione del PD (al di là degli esiti), all’albo dei padri nobili di questo malandato Paese. E chissà, forse in un’epoca di rottamazione, di rinnovamento e anche un po’ di giovanilismo c’è una casella pronta (forse per la prima volta) come Presidente della Repubblica under 70 ( e lì, sarebbe un grande capolavoro anche nei confronti del povero D’alema che, si sa, un giorno sì e un giorno no accarezza l’idea di sedere sul Colle più alto d’Italia).

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