Paradosso bersaniano /2 [ovvero qual è la battaglia di D’Alema? ]

Scusate, ma io non ho capito.
Se vince Bersani, D’Alema non si ricandida, pur rimanendo a disposizione della politica.
Se vince Renzi, dopo averlo accusato di concentrarsi quasi esclusivamente su di lui, sarà battaglia.

A parte il fatto che chi perde, in un partito, si mette a sostenere (al massimo a pungolare dall’interno) chi vince, nell’ambito della lealtà, mi chiedo, quale sarà la battaglia di D’Alema?
Sarà una lotta di conservazione? Di persone, pratiche, prassi politiche che oggi non solo non sono più attuabili, ma riccamente rifiutate dall’evolversi della società e dalla consapevolezza di moltissimi?

E poi se D’Alema lotterà per la restaurazione e il mantenimento del sistema attuale solo se vince Renzi non conferma, nemmeno troppo implicitamente, che solo Renzi mette in pericolo lo status quo a favore di un rinnovamento, mentre il fedele Bersani continuerà nel solco della tradizione?

Ma il segretario è contento di questo tipo di endorsement?

Fatemi capire, in caso di vittoria, come riuscirà Bersani a convogliare il rinnovamento e il cambio di rotta con l’idea e l’intenzione dalemiana di mantenere tutto così com’è?

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