Effetto Primarie e regole [ovvero la fine degli intoccabili]

Non so come, e se, ne parleranno i libri di storia, forse solo alcune pubblicazioni di politologia, ma ormai è innegabile che Matteo Renzi e tutte le persone che insieme a lui hanno lavorato, costruito, rottamato per quel grande Big Bang che rivoluzionasse la politica italian, il PD e l’idea di castello inespugnabile costituito da persone, correnti e prassi distorte stanno vedendo riconosciute le loro ragioni.

E non importano le motivazioni esplicite, quelle spiegate e che, come al solito, salvano tutti: Veltroni non poteva rimanere, troppo stridente quella sua presenza con tutto quanto aveva tentato di fare, in politica, in questi anni. D’Alema non poteva assistere inerme a un processo ormai irreversibile (come è vero che sono i bersaniani i primi a non sopportarlo più!), persino Berlusconi
ha dovuto vincere il suo dilagante ego e culto della (propria) persona e annunciare e giustificare il ritiro piuttosto che rischiare un impietoso declino.

Quando sei nato non puoi più nasconderti: il concetto è questo.

Finisce l’era degli intoccabili, delle decisioni calate dall’alto e inoppugnabili. E’ finita l’era dei ricicli e delle candidature imbarazzanti, in barba al rinnovamento, se non all’etica o al codice civile o penale. E’ finita l’era del partito casa-madre, non contendibile, inespugnabile dall’esterno e così scomodo a chi non fosse perfettamente allineato.

Anche l’ultimo baluardo, le regole assurde per la restrizione della partecipazione hanno ceduto: indifendibili, anche da chi non solo non è abituato, ma non è programmato per pensare di contestare quello che dice la chiesa di appartenenza.
Anche quell’ultimo baluardo, cade e si modifica, non solo perchè ingiuste e pensate per favorire solo una parte, ma perchè, in questa loro difesa, erano l’ultimo tentativo di preservare un sistema, una visione della politica e del mondo, una chiusura elitaria e utilitaristica.

Non è solo fondamentale la registrazione online, il voto dei fuori sede, il voto (di cui ancora non si parla) dei sedicenni, il voto di chi è in trasferta per lavoro, è fondamentale che un altro punto è stato segnato. Un altro metro verso sulla strada dell’abbandono di questa vecchia politica è stato battuto.

Ed ora speriamo che il 25 novembre non arrivino truppe cammellate a falsare il risultato.

Tanto chi dovrà gestire quel risultato non potrà non tenere conto di tutto quanto sta succedendo, di quanto i cittadini stanno chiedendo e di quanto la politica non possa più negare!

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