Primarie PD [ovvero scegliere o legittimare]

E allora stavolta lo dico prima. Con tutta la speranza di essere smentito dai fatti (e dalle regole). Evvia le Primarie. primarie ora e primarie sempre. Lo confermo.
Ora, però, dobbiamo essere seri e assumerci la responsabilità che non abbiamo accettato alemno un mese e mezzo fa quando era già chiaro, che anche con la scadenza naturale della Legislatura, la legge elettorale non sarebbe cambiata. Se non in peggio.
E allora sia Porcellum e siano primarie per la composizione delle liste.

Ma ora abbiamo fino a lunedì per stilare regole serie e rigorose, che tutelino l’apertura, non la limitino. Che affrontino il tema del cambiamento e del rinnovamento in maniera reale, puntando su una sana e provata contendibilità.

Qui l’onorevole Andrea Sarubbi esprime dei dubbi legittimi e circostanziati: il nostro ordinamento, nonostante la composizione regionale al Senato, non è improntato (come negli Stati Uniti, per dirne una) alal rappresentanza territoriale. Non so se sia un bene o un male, ma tant’è.

Attenzione, dunque a un aspetto fondamentale: regolare il peso del radicamento sul territorio con quello della competenza che, a livello nazionale, deve essere di diversa natura. Il passaggio per l’amministrazione locale è indiscutibilmente una palestra importantissima, ma le competenze e le capacità di affrontare in maniera sistemica i temi per riformare il paese sono l’essenza di una candidatura in Parlamento.

Attenzione anche a saper bilanciare le forze: in venti giorni o poco più, quanto peserà (non lo dico in maniera polemica o pensando a chissà quale sotterfugio, ma solo pensando a pratiche concrete di organizzazione e mobilitazione del consenso) essere già stati cnadidati? Quanto peserà essere un dirigente organico (come me fate parlà!) di un partito, del PD nello specifico?

Il rischio maggiore è che le primarie che nascono per poter scegliere e possono essere un volano formidabile e serio per il rinnovamento di una classe dirigente diventino solo un meccanismo per legittimare politiche e persone già consolidate. E la conseguenza di questo rischio sarà che quando cittadine e cittadini vedranno liste composte da soliti nomi forti (o derivanti da nomi forti), possano non solo perdere fiducia nello strumento. Ma anche in chi lo ha organizzato, dipingendolo in un modo e concretizzandolo in un altro.

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