Al di là del detto [ovvero su quanto deve maturare l’Italia]

Leggo questa mattina sul magazine online ‘iMille’ quest’articolo molto interessante che parte da un presupposto che condivido in pieno:la superficialità di questo nostro Paese nell’affrontare certi temi. Soprattutto quelli che qualcuno chiama ‘eticamente sensibili’.
Riporto qui il commento lasciato all’articolo, condivido molto l’impostazione, come dicevo, e le valutazioni sui casi citati (Pistorius/Rea, la donna della Green Power, il sindaco di Mira e quanto detto sull’infibulazione). Credo che invece il tema vada approfondito per quanto riguarda il bacio mancato dei due ragazzi gay a San Remo.

Qui quanto scritto nell’articolo:
Pare che si riesca a toccare solo la superficie delle cose, tutte le volte che ci si addentra in temi che hanno a che fare con i diritti civili, le donne, i diritti delle donne, i diritti degli omosessuali, il diritto alla maternità e alla paternità. Sembra che tutta l’immaturità del nostro Paese emerga con forza quando si toccano questi temi. In queste settimane sono successe un po’ di cose che innescano simili riflessioni. Anzi, il punto è che un po’ di cose non sono successe. Cerchiamo di metterle in fila.

– Una coppia non si è baciata al festival di Sanremo.
La cosa particolare è che si tratta di una coppia omosessuale. Hanno fatto un video che è molto girato in internet e che mostra loro che raccontano la loro ordinaria storia d’amore che si concluderà con un ordinario matrimonio. E’ un po’ la storia di tutti, insomma, e questo la rende così importante: si racconta una storia a tratti banale, in pochi minuti, una storia d’amore e basta. Il fatto che sia fra persone dello stesso sesso passa assolutamente in secondo piano, come è giusto che sia. Il video originale termina con un bacio. Fazio e Littizzetto, conduttori del Festival di Sanremo, hanno trovato che il video fosse interessante e hanno fatto riproporre la performance ai due sul palco dell’Ariston. Perfomance che, però, non è terminata con il bacio. Molti si sono detti scandalizzati dalla “censura”. Jo Biden, vicepresidente degli Stati Uniti, ha detto:

“I think Will & Grace did more to educate the American public more than almost anything anybody has done so far.”

“Credo che Will & Grace abbia fatto di più per educare il pubblico americano che la maggior parte di qualunque altra cosa altri abbiano fatto fin ora”.

Bene, crediamo che quel momento televisivo abbia fatto di più per la causa del matrimonio omosessuale di quanto possa fare un “Gay pride”, dove l’orgoglio – legittimo – per la propria identità non riesce a trasmettere completamente quello che le famiglie omosessuali sono: famiglie. Quel momento, quella storia d’amore di due persone che si incontrano e si riconoscono, ha un forte impatto sulla società. Impatto positivo, anche senza bacio. Anzi, meglio senza bacio: con esso si sarebbe parlato del bacio e basta. Il punto, piuttosto, non è il bacio, è l’amore e i diritti dell’amore.

E qui il mio commento:
Caro Emidio, (mi rivolgo a te perché conosco te tra i due autori e perché conosco l’obiettività e, soprattutto, libertà, con cui arrivi alle tue tesi). Mi trovo assolutamente d’accordo sull’incipit di questo articolo: la profonda immaturità, per me, imbarazzo, che sia ha nel trattare certi temi in Italia. Non solo, un appiccicoso perbenismo, lascia spazio, a contatto con la contemporaneità, anche con le migliori intenzioni, a un buonismo stantio e a soluzioni di superficie, come giustamente sottolineate.
Sono completamente d’accordo sulle analisi condotte sull’infibulazione, sul caso Pistorius/Rea, sul sindaco di Mira e su quello della donna della Green power (anche se non mi fa proprio impazzire questa definizione). C’è però qualcosa che ‘manca’ nell’affaire del mancato bacio gay a San Remo.
È vero, la potenza della presenza dei due ragazzi, dei loro cartelli e del loro amore ha fatto moltissimo. Proprio a San Remo, proprio in questo Festival così fuori gli schemi e così, come dicono in molti, apertamente friendly sui diritti civili. Eppure. Eppure, in Italia, da San Remo ai dibattiti politici più accesi, l’amore omosessuale è quasi sempre maschile, attenzione, anche questo è un forte indicatore della visione della donna: se l’omosessualità è una scelta, come dicono le peggiori posizioni ‘aperte’ (le peggiori posizioni in assoluto la classificano come disturbo, devianza, malattia) alla donna non viene concessa nemmeno questa scelta (stressando ed estremizzando il concetto).
Eppure, in Italia, l’amore tra persone dello stesso sesso, non può baciarsi. Soprattutto a San Remo. Nemmeno in un festival come questo che certamente ha educato molto. Eppure questo Paese ammette l’amore (chissà qua se hanno messo lo zampino più l’amore cattolico o l’idealizzazione dantesca della sua Beatrice) tra persone dello stesso sesso. Ma ancora non vuole guardare che questo amore è, legittimamente, anche fisico. Perché è la cosa, adesso sì, più naturale, quella di aspettarsi che alla fine dello scorrere di quei cartelli, due innamorati, si bacino. È inevitabile. Tutti lo avrebbero fatto. Eppure, anche in questo San Remo, un velo d’ipocrisia. Eppure, anche in questo San Remo, il bacio è lasciato solo alla Litizzetto che nel più reiterato dei copioni lo utilizza in maniera irriverente per dissacrare quel palco e gli uomini che vi passano (e tanto di cappello. Fin’ora il bacio irriverente era appannaggio di Benigni e pochi altri).
Will e Grace, negli stati Uniti, e anche da noi, hanno educato davvero perché non hanno mutilato la vita dei protagonisti. Non hanno rinchiuso i loro sentimenti nell’onere della prova della purezza. Will viveva amori imperfetti e a volte tragicomici. Jack viveva una sessualità più libera, a volte promiscua, pur tenendo intatta la sua sensibilità che emergeva in alcune puntate. Will e Grace hanno educato perché hanno mostrato il corpo dell’amore tra gay.
Eppure in questo Paese si dà il premio per la critica a una canzone di una delicatezza e concretezza straordinaria, quell’Amami Uomo, di Renzo Rubino che fa proprio quello che ho sopra descritto: restituisce la sessualità all’amore tra persone dello stesso sesso. Eppure, ancora una volta il coraggio si ferma a metà. Nei principali telegiornali di reti pubbliche e private (in primis quelli di Raitre e de La7, dai quali ancora ci si aspetta qualcosa), la notizia del premio non è stata data. E abbiamo perso ancora una occasione di educare senza quel velo di immaturità che voi autori, giustamente, sottolineavate all’inizio.
Comunque complimenti per l’articolo che, come dicevo, solleva punti importanti e sui quali occorrerebbe davvero approfondire per uno sviluppo civile e culturale vero e non di facciata.
PS, tale discorso è connesso al discorso del Pride, dove non può emergere solo il concetto e le esigenze delle famiglie. Per la comunità LGBT il Pride è come se esistesse in Italia una parata di tutti gli italiani. Quante realtà emergerebbero? Tutte, dalle famiglie con prole al seguito, alle persone trans gender con le tette di fuori (cavolo! Per accusare di inopportunità, di sensazionalismo, di scandalismo, ancora un riferimento al corpo femminile!)a chi solidarizza e basta. Ed è giusto così.

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