Ma cosa stiamo facendo? [ovvero il PD come una squadra di calcio o una bad company?]

pdfrantumiMa cosa stiamo facendo? Veramente lo tsunami, grillino o meno, che ci ha travolto non ci ha sconvolto? Davvero essere più o meno la prima coalizione o partito ci consola e ci conferma nella correttezza della gestione del nostro partito? Davvero dobbiamo ancora rimandare un confronto-rivoluzione interno? Davvero, non solo Renzi, ma anche il 40 % di nostri elettori (o almeno che lo erano a dicembre, chissà se lo sono stati anche a febbraio) che lo hanno scelto per dare un forte segnale di discontinuità, sono tornati a essere la strega da cacciare?

Possibile che dobbiamo assumere un modello per uscire dalla crisi (perché il PD e il centrosinistra sono in crisi, almeno possiamo partire da questo assunto?) che invece in altre occasioni, giustamente osteggiamo?
Perché il modello scelto è quello delle bad company, come quello di Alitalia o, presupposto, per AMA, ovvero costituire una società che si becca (e fa pagare al pubblico) tutti i debiti e creare un’altra compagnia che gestisca i servizi redditizi e affidarla al’esterno. Ovvero osteggiare Renzi e invitarlo a uscire, così che lui crei una nuova ‘compagnia’ virtuosa e proiettata verso il futuro, con facce nuove, dirigenti nuovi (che a differenza dei grillini, però, sono preparati e competenti e sentono l’onere verso il Paese) e prendere tutto il passato, tutti i ‘debiti’, tutti i vecchi dirigenti e sistemarli in una bad company (che arriverebbe si e no al 12-15%)?

Oppure cadiamo nella metafora della nave, senza capirla veramente: una dirigenza che inneschi, subito, un meccanismo di ricambio, senza colpevolizzazioni, ma con definizione chiara di responsabilità e accettazione dei cambiamenti necessari, NON significa essere come il capitano che abbandona la nave. Continuare a stringersi attorno a un gruppo dirigente di cui oramai si sente più il peso che il beneficio, invece, è chiaramente paragonabile all’orchestra del Titanic che continua a suonare per i pochi della prima classe che non si accorgono della fine imminente o scelgono di ignorarla.

Possibile che pur riproducendo dinamiche da stadio nei nostri congressi, non riusciamo a decidere, come ogni squadra di calcio dopo una serie di errori, il cambio dell’allenatore, il rinnovo delle cariche tecniche, la ‘rottamazione’ dei giocatori, rinfrescando la rosa?

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