Finanziamento ai partiti, l’esempio dei circoli.

Sul finanziamento pubblico ai partiti e su cosa capiterebbe ‘alla base’… (di Dario Ballini)

Quindi, ricapitolando brevemente: la “povera gente” le campagne elettorali se le paga comunque di tasca sua; i circoli vivono grazie ai militanti che si spaccano la schiena nelle feste e che, all’occorrenza, si mettono le mani in tasca, però continuano ad essere un nobile alibi per quanti si oppongono alla cancellazione del finanziamento pubblico. Tornando dunque alla frase iniziale di Fassina, mi viene da pensare che più che cavalcare l’onda dell’antipolitica il nostro partito stia facendo di tutto perfomentarla.

Sarebbe molto più serio da parte nostra aprire al finanziamento dei privati, alle donazioni volontarie dei militanti e degli elettori attraverso il 5×1000, prevedere un tetto massimo di spesa invalicabile e pretendere massima trasparenza sulla rendicontazione di questi finanziamenti, pena l’esclusione dalle elezioni. D’altra parte, come ci paghiamo i sindacati, non vedo perché non pagarci anche i partiti in cui militiamo. Ognuno si paga il suo però.

Qui il testo completo

 

Annunci