Ma la conoscete Roma? [ovvero della divisione nonsense dei Municipi]

Ieri, per varie ragioni, mi sono trovato a fare il tragitto Pigneto (Roma est) – Grotta Rossa (roma Nord) con un tentativo di raggiungere, al ritorno, Monteverde (Roma Sud-Ovest).
All’andata ho percorso un pezzo di tangenziale. Al ritorno sono passato alll’interno della città.

Possibile che nessuno dei grandi burocrati che hanno determinato l’accorpamento dei municipi deciso ieri, abbia mai girato per Roma? Possibile che i politici che, credo, li abbiano affiancati nella redazione della proposta, non abbiano mai fatto una di quelle campagne elettorali sane in cui trotti come un pazzo da un capo all’altro della città e nell’arco di 12 ore incontri dalle mamme immigrate di una casa famiglia, agli operai, agli ospiti di un centro anziani, ai ragazzi di una cooperativa, al gruppo di professionisti.

Possibile che non abbiano capito che la nuova divisione restituisce dei territori talmente disomogenei come urbanistica, organizzazione, stratificazione sociale, da renderli praticamente ingovernabili o da lasciare il campo a enormi differenze e discriminazioni tra abitanti? Possibile che nessuno abbia pensato che non solo la mappa e le esigenze sono diverse (il caso più eclatante è San Lorenzo unito ai Parioli, ma anche la città nella città, formata da Municipio IX e X è una cosa che grida vendetta), ma che tale conformazione, a poteri e fondi invariati per i presidenti di Municipi, è un’operazione inutile (vedremo, poi, se realmente economica)?

Sarebbe bastata la voglia di conoscere ROma, sarebbe bastato riprendere macchina, motorino, bicicletta o mezzi pubblici per capire quanto territori enormi siano così diversi, per trovare soluzioni diverse e più congeniali.

Spero che la prossima amministrazione non sottovaluti la necessità di una riorganizzazione.

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