Tra il dire e il grillare.

Few minutes dedicati tutti al M5Stelle, oggi, primo giorno di scuola.
Per sgomberare il campo da un po’ di confusione, per ridimensionare certi proclami, magari per riportarne qualcuno con i piedi per terra nei confronti del loro megafono più importante.

La prima segnalazione, in realtà, è uno status di una amica che sottolineava una prima mancanza del M5Stelle al Senato, che riprende questa notizia dal sito de Il sole 24 ore che sta facendo la diretta dalle camere:

“Ore 12,31: I “grillini” non chiedono ineleggibilità di Berlusconi Contrariamente a quanto annunciato alla vigilia, il rappresentante del M5S non ha sollevato il caso dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi nella prima riunione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato. In mattinata su Facebook il capogruppo designato di M5S, Vito Crimi, aveva affermato che avrebbero sollevato la questione, appellandosi alla legge del 1957 sull’ineleggibilità in caso di conflitto di interessi.”

Qui, due conti sulle indennità:

“3.000 euro ai quali si sommerebbero (per volontà di Grillo) ogni mese 3.503,11 euro di diaria; 3.690 di rimborso  spese per l’esercizio del mandato; 1.331,70 euro per le spese di trasporto e di viaggio (se la distanza per l’aeroporto più vicino è superiore ai 100 chilomentri); 258 per spese telefoniche; più l’importo  relativo al trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo che, dovesse essere uguale a quello  che ogni mese versavano per esempio nel 2007 gli onorevoli per il loro bistrattati vitalizi, farebbero altri 1006 mensili.

Morale provvisoria: 3.000+3.503+3.690+1.331+258+1.006= i “cittadini” di M5S intascheranno ogni mese 12.788 euro netti”

Qui, qualcosa su quel pasticciaccio delle lauree finte, non di Giannino, ma di Marta Grande:

“In campagna elettorale risultava come “laureata” nel 2009 in Lingue e commercio internazionale in Alabama (a Huntsville). Su molti giornali era uscito il profilo di «laureata in lingue, sinologa, e quasi  laureata in relazioni internazionali». Appena qualche giornalista ha iniziato a fare qualche telefonata di accertamento,  i titoli accademici sono improvvisamente spariti dai profili in Rete.  La biografia su Wikipedia, dopo decine di modifiche anche in queste ore, ha aggiornato la “laurea” americana in un corso di 63 ore conseguito tra il 2007 e il 2009. E il “master” in Cina? In realtà consisterebbe in un soggiorno estivo a Pechino. Marta Grande in effetti starebbe per conseguire una laurea in Relazioni internazionali all’Università Roma Tre. Le mancherebbe soltanto la tesi. Sarà vero almeno questo?”

Qui, una ipotesi sulla dimissione della Senatrice 5 stelle della Lombardia:

“LA PRESUNTA CORDATA
Com’è possibile, si chiedono, che un attivista appena iscritta al Meetup abbia preso più voti di molti altri che da anni lavorano sul territorio? Normale dinamica territoriale, risponde un attivista monzese. Monza e Brianza sono sempre state un’isola felice. Il numero dei candidati era molto esiguo rispetto agli attivisti, naturale che i voti si siano dispersi di meno. Una vera e propria cordata, rispondono invece i milanesi. Pensano che gli attivisti di Monza abbiano deciso di fare «gioco di squadra» e abbiano dirottato in massa i propri voti (3 a testa) solo su pochi candidati scelti. Una procedura normale negli altri partiti. Un’eresia all’interno del Movimento in cui uno vale ognuno e le cordate sono bandite.”

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