#nonsensetax [ovvero dall’IMU a… ?]

Le intense giornate di lavoro e l’essere un nulla tenente, parlando di immobili, mi tengono lontano dal seguire pedissequamente tutto l’affaire Imu. Dunque, però, se ho ben capito, dopo anni, mesi, intere campagne elettorali contro, abbiamo acconsentito all’abolizione dell’Imu per tutti.
Non mi voglio iscrivere, per questo, a coloro che parlano di regalo a Berlusconi. Più che altro credo che abbiamo sprecato tutta la credibilità che il centro sinistra aveva guadagnato, almeno in campagna elettorale. I cittadini, per quanto vessati, riuscivano a capire quale cazzata fosse stata la cancellazione dell’Ici e quanto fosse vitale per i comuni l’Imu.
Nel mio seguire distrattamente la vicenda, però, mi esalto, quasi (no,non ero arrivato a dire che ‘pagare le tasse è bello’ (cit. infelice)), quando capisco che siamo riusciti a cambiare il nome: finalmente si farà capire ai cittadini che quella tassa, non è dovuta perché siano proprietari di casa, ma parchè usufruiscono dei servizi che i comuni assicurano (o dovrebbero) per rendere fruibile il loro bene.
Mi spiace, ma su questo, solo Monti, una e una sola volta, riuscì ad essere chiaro, da Vespa, spiegando l’Imu. Quella tassa odiosa non punisce la proprietà, bensì  fa si che quella casa sia servita da autobus, da strade, dalla raccolta dei rifiuti, dalla manutenzione dei giardini, dall’illuminazione pubblica e dalla polizia locale.
Insomma, pensavo, abbiamo almeno portato a casa la battaglia culturale. Che a noi di sinistra ci piace un sacco.

E invece no, nemmeno quella: la nuova tax, pur chiamandosi ‘service’, sarà legata in buona parte agli immobili e alla rendita catastale. Di nuovo. Dunque, la tassa cambia nome, e tanto basta al PDL e al suo popolo per credere di aver avuto u successo. E, legandola alla proprietà e alla rendita, prepariamo la prossima campagna elettorale quando, a seguito dell’ennesimo voltafaccia o amnesia dell’esercito di Silvio, tornerà il tema ‘Nessuno tassi la casa degli italiani’. E via di smielati e stantii panegirici sui sacrifici per comprarla, sui mutui, sui vecchietti e le famiglie numerose, etc etc etc.

Soluzioni? Non lo so. Credo che comunicativamente e politicamente la frittata sia fatta, ma almeno per non arrivare proprio a una #nonsensetax, spero almeno non si leghi agli immobili, ma alle persone. Che sia realmente progressiva ed equa, ma che non intacchi la proprietà, in quanto tale, ma ragioni sugli abitanti, delle case, e sui servizi di cui usufruiscono.

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