Buon compleanno a me! [ovvero ho imparato]

Ho imparato ad apprezzare un biglietto d’auguri arrivato in anticipo per posta. Quello di una di quelle vecchie zie che da bambino eviti al telefono per non sentire le stesse raccomandazioni.

Ho imparato che voglio pensare a quello che sarà, accettando anche le incredibili deviazioni del destino. Ho imparato a non dar loro troppo spazio, troppa forza per sconvolgere tutti i piani, tutte le cose per cui ho lottato.

Ho imparato che stringere i pugni può sembrare solo una distrazione quando tutto sembra crollare. Anche se poi è l’unico modo per provare a ripartire.

Ho imparato che a volte bisogna scommettere, andare contro, sembrare così insensati. Cercando di unire intuizione, prove, errori e riflessioni.

Ho imparato l’importanza di potare un albero, per non perdere tutto e per dare spazio a nuova crescita. Ho imparato anche che a volte devi tagliare, perchè non c’è altro da fare. L’unico modo per dare spazio a un nuovo arbusto.

Ho imparato che aspettare non è essere immobili.

Ho imparato che un giro di boa non è quando te lo aspetti, ma quando succede. E allora devi essere pronto a cambiare prospettive, idee, persone, luoghi. Non i desideri.

Ho imparato che essere scelti non è così sbagliato, quando porti con te tutto te stesso. Ho imparato che anche quando scegli devi riuscire a modellarti senza perderti.

Ho imparato che essere imperfetto, controverso, così lontano a volte è parte di me. Non l’obiettivo, ma la partenza. Ho imparato a non essere ciò che non sono, ciò che non voglio, ciò che vorrebbero.

Ho imparato che penso cose, dico frasi, vivo reazioni e situazioni in maniera molto diversa dal passato. Ho imparato che non vuol dire che sia cambiato io, ma che la vita mi ha insegnato qualcosa e perderlo sarebbe stato un errore.

Ho imparato che augurarmi un buon compleanno, anche in anticipo, significa avere rispetto di me stesso, non una magra consolazione.

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