La politica da Leroy Merlin [ovvero esperienza o fai da te?]

La butto lì così perché  (forse volutamente) è solo un pensiero laterale che negli anni del #sonotuttiuguali  e #tuttiacasa certamente avrà poco successo.
Oggi ci si chiede perché anche le persone che non abbiano approfondito certi temi (ve la metto così, elegante) e che non possano avere (a torto o a ragione) (io non gli ho tutti) gli strumenti necessari per valutare quanto una loro decisione possa realmente modificare l’assetto nazionale o internazionale dei prossimi 10-20anni, debbano avere diritto di esprimersi su queste decisioni.

Altri si chiedono dove va a finire la democrazia rappresentativa se poi per questioni cruciali ‘si delega’ al popolo sovrano.

Insomma perchè #brexit attraverso un referendum? La domanda è lecita, anche senza tutti i commenti snob o anti-snob che porta con sé nelle conversazioni virtuali o meno.
Siamo pronti a mettere in discussione il suffragio universale perchè in realtà per la prima volta abbiamo tutti paura delle conseguenze e soprattutto di un potenziale effetto domino di #brexit negli altri Paesi.

E se fosse che dopo anni di nozionismo culturale, populismo anti-sistema e ubriacatura da ‘società civile’ che scende in campo, ci dovessimo accorgere che purtroppo la politica fai da te non va bene e che per fare politica, quella che incide sui destini della collettività, occorre studiare e approfondire? E se ci accorgessimo che dovremmo pretendere che i politici siano il top del nostro Paese, esattamente il contrario dell’uomo comune (al netto di corruzione e di carrierismi di cordata, ovviamente)?

E se arrivassimo alla valutazione che la politica deve essere un mestiere e pure ben remunerato, perchè affidato a persone che prima di prendere decisioni studiano, si documentano e cercano di far comprendere i lati positivi della propria tesi? E cominciassimo a pretendere che il politico sappia esporre quello che noi crediamo e vogliamo, senza bisogno di dovercelo rappresentare da soli?

Così come ci improvvisiamo fai da te nel caso di una piccola riparazione domestica, ma chiamiamo l’idraulico esperto quando capiamo che il problema debba essere affrontato con esperienza e capacità specifiche.

Ecco cosa dobbiamo pretendere dai nostri politici: di essere il meglio, di essere più preparati di noi, di essere le persone cui delegare certe scelte.

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Ecco, forse, perché i nostri padri costituenti non hanno permesso che i trattati internazionali non potessero essere sottoposti a referendum popolare. Conoscevano l’importanza di un idraulico e di un politico esperti.

[Purtroppo nemmeno loro avrebbero mai immaginato che invece la politica sarebbe diventata un affare da Leroy Merlin]

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