You are in Lebanon

In questa pagina racconto un po’ di impressioni, storie e conoscenze dei miei soggiorni libanesi. Sono andato lì per un progetto di cooperazione che riguarda la formazione di ragazzi palestinesi all’interno dei campi profughi in Libano. Scoprire una nuova cultura, anzi due. Confronti e riflessioni. Ricostruire la storia che ci è arrivata filtrata da diplomazia e media. Lavorare con dei ragazzi che sognano, come tutti gli altri, ma con la consapevolezza che non tutti potranno provare a realizzarli.

C’è un po’ di tutto questo in questa pagina, alcune cose scritte direttamente sul posto, altre al ritorno in Italia per salvaguardare il progetto ed evitare inutili censure locali.

‘You are in Lebanon’ è la frase che dice la gente del luogo quando qualcosa si rompe, qualcosa va male, la gomma della macchina esplode letteralmente per via delle strade o per i calcinacci in giro. Misto di rilassatezza, rassegnazione e quotidianità.

Questi i primi dieci giorni – ottobre 2011…

Appena prima di partire: Daily Lebanon [ovvero se è vietato]

Il Libano e le prime impressioni: Tripoli [ovvero la doppia realtà]

I primi incontri con una famiglia palestinese e l’approccio con le ‘usanze locali’ : Caffè e pasticcini [ovvero il gioco delle mani]

Ancora impressioni, cercando di trovare dei fili comuni: Polvere e vento [ovvero case, strade, persone]

Dentro la storia, da un’angolazione ben chiara: Shisha e rivoluzione [ ovvero una nuova generazione]

E poi c’è Beirut, la globalizzazione che prende allo stomaco: Beirut [ovvero l’America sta qua]

Il primo impatto con il campo: L’altra realtà 1 [ovvero i ragazzi sono tutti uguali]

E comunque ci facciamo sempre riconoscere: Accade in Libano [ ovvero piccole storie da turista]

Sana e i suoi ragazzi con bisogni speciali : Il profumo del sapone [ovvero disabilità in Libano]

Continuare a sognare: Il sogno di Sana [ ovvero disabilità in Libano/2]

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